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La Valle del Treja in notturna

Eccoci con un nuovo articolo delle Libellule Azzurre. Quest’oggi, per chi se la fosse persa, vi racconteremo della nostra esperienza notturna nel Parco Regionale del Treja. La visita dal titolo appunto “Alla scoperta della vita notturna” è stata organizzata e realizzata con la collaborazione e il patrocinio del Parco Regionale Valle del Treja, lo ricordiamo, nell’ambito del programma di visite guidate 2013 “Storie di un fiume”.
L’appuntamento era previsto in Piazza Roma, all’ingresso dell’antico borgo di Calcata con un gruppetto piuttosto numeroso. Sbrigate le varie formalità ci siamo incamminati lungo il sentiero che dal piccolo agglomerato di casette scende fino al fiume Treja. Durante la discesa ci siamo soffermati per qualche istante sulle numerose grotte proprio sotto Calcata per poi proseguire fino al ponticello di legno che ci ha consentito di attraversare il fiume. Il sole ormai era sparito ma c’era ancora abbastanza luce per alzare lo sguardo ed ammirare il piccolo borgo medievale colorato dai caldi colori del tramonto. Abbiamo raggiunto piuttosto velocemente un bivio, prendendo la via verso Santa Maria di Castelvecchio, addentrandoci nel fitto bosco. La visibilità e la luce si sono ridotte, ma è bastato lasciar abituare gli occhi all’oscurità e presto i contorni di quello che avevamo intorno sono diventati più definiti.
Ad accompagnare il nostro cammino, in lontananza, c’era qualche rapace che iniziava a farsi sentire. Eravamo ancora intenti ad ascoltare i loro richiami quando ecco che un crepitio di rami spezzati ha attirato la nostra attenzione qualche metro più su rispetto al sentiero che stavamo seguendo. Siamo rimasti fermi in ascolto e, anche se non siamo riusciti a vederli, molto probabilmente abbiamo incrociato un gruppetto di cinghiali che in tutta fretta si allontanavano in direzione opposta alla nostra.
Abbiamo proseguito il nostro cammino e, in maniera molto fortuita, abbiamo trovato una piccola rana rossa! Tutto avremmo pensato tranne che trovare un animale piccolo e piuttosto mimetico, a volte difficile da vedere anche di giorno, nell’oscurità del sottobosco!
Il tramonto aveva lasciato spazio ad un lieve chiarore dato dalle luci dei paesi circostanti e più tardi della luna che stava sorgendo. Abbiamo continuato la nostra risalita della forra fino a giungere sul pianoro di fronte a Calcata che ospita i resti di Santa Maria: abbiamo visitato quella che era la chiesa e, anche se il buio non ci consentiva di vedere la vegetazione che avevamo intorno, in breve siamo stati avvolti da un delizioso profumo di mentuccia. Anche qui un fortuitissimo incontro questa volta con un piccolo rospo accoccolato tra le rocce di quello che era il muro della chiesa. Abbiamo proseguito attraverso gli altri resti fino ai gradini di accesso alla torre, recentemente restaurata.
Grazie alla gentile collaborazione di un nostro affezionato socio appassionato di astronomia, all’interno della torre, priva della copertura, abbiamo spento tutte le torce e, con l’aiuto di un puntatore laser, abbiamo goduto di uno spettacolo dell’universo: la costellazione del Cigno era perfettamente racchiusa dentro le mura della torre, proprio sopra le nostre teste.
Emozionati da questa meraviglia, ci siamo diretti in direzione dell’affaccio verso il borgo di Calcata illuminato. Qui ci siamo fermati per la cena, le foto, le chiacchiere e qualche altra notizia sulle costellazioni sopra di noi che riempivano il cielo di tante piccole luci.
Prima di concludere l’escursione e di incamminarci verso il punto di partenza, abbiamo ascoltato insieme alcuni versi dei più comuni rapaci notturni presenti nel territorio del Parco del Treja, abbiamo appreso insieme i loro adattamenti e le loro tecniche di caccia e, infine, abbiamo provato a vedere se qualcuno di questi magnifici animali, avrebbe risposto ai nostri richiami. Dopo un iniziale silenzio, quando ci siamo rimessi in marcia, ecco che un allocco ci risponde, neanche troppo lontano da noi. Prima uno, poi due, poi l’intera vallata ha iniziato a risuonare con i loro canti e versi che ci hanno accompagnato fino al termine della nostra uscita notturna.