escursioni lazio

Dalle cascate Diosilla fino all'antica Monterano

Con l’articolo di oggi le Libellule Azzurre ripercorrono insieme a voi l’escursione nella Riserva Monterano. Ci troviamo tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, all’interno di un territorio in cui ambienti diversi si fondono insieme per ricreare un paesaggio indimenticabile.
L’incontro è previsto a pochi chilometri dalla Riserva, in un ampio parcheggio a Manziana, dove abbiamo tutto il tempo per una bella colazione in attesa che tutti i partecipanti ci raggiungano. Pronti a partire, ci spostiamo con le auto fino a Canale Monterano e da qui, seguendo una strada tortuosa, raggiungiamo uno spiazzo dove lasciamo i nostri mezzi di trasporto, indossiamo le scarpe da trekking e ci incamminiamo lungo un’ampia strada sterrata che lasciamo a breve. Deviamo infatti su un sentiero stretto e ripido e in un attimo siamo completamente immersi nella natura. Il sentiero è curato e ci sono dei cartelli didattici che ci danno qualche indicazione sul territorio che andiamo a visitare. Non abbiamo percorso ancora tanta strada quando ci troviamo già in un ambiente davvero suggestivo: le cascate Diosilla! La geologia del luogo e la vegetazione acquatica e ripariale creano dei colori particolari intorno alla cascatella lasciandoci tutti a bocca aperta! Il tempo di scattare qualche foto e riprendiamo il nostro cammino dentro il bosco, lungo un sentiero piuttosto curato, disseminato di graziosi ponticelli di legno e di cartelli didattici. Il bosco che attraversiamo si trova in una zona della riserva un po’ in ombra e con un’elevata umidità. Questo fa si che la vegetazione sia rigogliosa e siano predominanti quelle piante che meglio si adattano a questo microclima: troviamo così felci, ontani, carpini, qualche faggio e qualche castagno oltre ad agrifogli e pungitopo. Ancora incantati da questo ambiente così verde e fresco, ci ritroviamo ben presto in una zona completamente diversa che si fa sentire a distanza per il suo “odore”. Superiamo un ponticello di legno sopra il torrente Bicione e ci troviamo alla solfatara. Le rocce disseminate nell’area assumono colorazioni tendenti al giallo, per la presenza di cristalli di zolfo legati appunto all’attività vulcanica secondaria caratteristica di quest’area. L’acqua, in alcuni punti, si vede gorgogliare e poco distante troviamo una piccola polla, simile a quella vista alla Caldara di Manziana, ma di dimensioni minori.
Prima di riprendere il sentiero verso Monterano, ci fermiamo ad osservare la parete tufacea verticale che si erge imponente alla nostra sinistra, chiamata Greppa dei Falchi. Su di essa possiamo vedere ancora, seppure nascoste dalla vegetazione, numerose grotte e caverne a diversi metri da terra, presumibilmente utilizzate in epoca preistorica. Oggi, quelle antiche cavità, sono rifugio di rapaci che, osservando bene, si può avere la fortuna di scorgere in volo.
Attraversiamo un altro ponticello di legno e ci accingiamo a percorrere un sentiero che risale la forra. Questo è esposto al sole e presenta una vegetazione eliofila, differente da quella incontrata finora: il nostro cammino non è più all’interno del bosco ma prosegue affiancato da numerosi arbusti tra cui il biancospino, dalla rosa canina, dalle ginestre e da qualche leccio. Non ci siamo ancora abituati a questo nuovo paesaggio che ecco apparire davanti a noi un’altra sorpresa: improvvisamente il sentiero si biforca e uno si accinge ad attraversare un’antica ed imponente tagliata etrusca, detta “il Cavone”, che sarà la nostra scorciatoia per raggiungere il vecchio abitato di Monterano. Attraversiamo questo ambiente stretto e massiccio all’interno del quale diversi alberi si sono fatti spazio, con le loro radici, fessurando la roccia. Ci sentiamo così minuscoli mentre attraversiamo quest’antica via degli Etruschi e, una volta usciti, ecco finalmente apparire Monterano! La fame a questo punto si fa sentire ed approfittando delle aree dedicate, ci fermiamo per il pranzo concedendoci una pennichella sui prati soleggiati.
La nostra visita prosegue tra i ruderi dal fascino antico, spesso utilizzati come scenografia naturale di diversi film, tra cui l’indimenticabile Marchese del Grillo con Alberto Sordi. Visitiamo il convento e la chiesa di San Bonaventura, scopriamo le vicende storiche che hanno portato all’abbandono dell’abitato che visitiamo attraversando una delle antiche vie d'accesso. Scopriamo le bellezze del Palazzo Altieri, della Fontana del Leone di Gian Lorenzo Bernini e infine dell’imponente acquedotto a due arcate che ci conduce sul sentiero del ritorno e verso la conclusione di questa bellissima giornata nella Riserva Naturale di Monterano.