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Civitavecchia....da scoprire

Civitavecchia è una cittadina che si affaccia sul mar Tirreno, situata a Nord di Roma e conosciuta ai più per il suo porto che garantisce i collegamenti con la Sardegna. Anche se negli ultimi anni l’incremento del traffico crocieristico ha accresciuto la notorietà di questa città, pochissimi turisti fanno un giro in centro e ancora meno visitano le Terme Taurine. La maggior parte di loro si riversano alla stazione per raggiungere la capitale.
Ma ci sono luoghi a Civitavecchia che gli stessi civitavecchiesi forse nemmeno conoscono e che meritano di essere visitati e scoperti. Luoghi di interesse in primis archeologico e storico, ma anche naturalistico.
I diversi reperti ritrovati in varie zone della città ci raccontano di frequentazioni addirittura preistoriche di questo territorio. Ne è un esempio la buca di Nerone, in località la Mattonara, il cui nome è frutto di una credenza popolare, mentre in realtà si tratta dei resti di una capanna del neolitico. Non da meno sono però i resti di ben quattro centri di interesse archeologico di origine etrusca, necropoli e abitati, risalenti ad epoche differenti. Una di queste necropoli è stata visitata dalle Libellule Azzurre. Schiacciate da un lato dall’avanzare del porto e dall’altro dalla presenza della zona industriale e della centrale elettrica, queste tombe hanno una collocazione suggestiva in quanto sono praticamente in riva al mare. Si suppone che la necropoli sia più grande e che, insieme alla vicina necropoli della Scaglia, siano legate ad un centro abitato non ancora individuato. Gli altri due centri, l’abitato e la necropoli della Castellina e l’abitato di Pisciarelli, sono localizzati altrove e ne parleremo alla prossima esplorazione delle Libellule Azzurre. La città di Civitavecchia, con i suoi reperti perfettamente conservati, svela un passato davvero ricco e interessante.
Ma anche dal punto di vista naturalistico non è da meno: la zona costiera a nord della città, nell’ultimo tratto ancora libero dalla pressione antropica, mostra i segni delle ferite inferte a questo territorio. Nonostante tutto questo ambiente è comunque in grado di meravigliarci con la sua biodiversità, soprattutto nella parte più nascosta ai nostri occhi: i fondali marini. Diverse sono state le vicende che invece hanno riguardato l’ambiente terrestre portandolo ad essere quello che vediamo oggi. Se avete mai visitato l’Oasi di Palo o l’Oasi di Macchiagrande alle porte di Roma, potete avere un’idea di com’era la Frasca appena qualche decina di anni fa! Fino agli anni ‘40 del secolo scorso era un latifondo, tutta l’area era ricoperta da una foresta litoranea (si trattava di un bosco di lecci e cerri) e dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea. L’area retrostante era destinata al pascolo e a piccole aree coltivate. Questo sistema naturale era una barriera molto efficace a protezione delle colture dagli aerosol marini. Con la riforma fondiaria degli anni 50, l’area fu espropriata e suddivisa in lotti più piccoli assegnati poi alle famiglie agrarie. Lo sfruttamento agricolo però si è spinto fin sulla costa e la foresta litoranea fu eliminata. Ben presto però l’effetto degli aerosol marini si fece sentire sulle coltivazioni arrecando danni. Per correre ai ripari venne effettuato un rimboschimento con dei pini che sono andati a formare quella che è l’attuale pineta presente alla Frasca. La scelta però, anche in questo tentativo riparatore, è stata sbagliata. Si è scelta infatti una specie di pino (Pinus pinea) che non è adattata a vivere così vicino alla costa e ne subisce pertanto le conseguenze: il lato esposto al mare infatti è praticamente “bruciato” dagli aerosol marini. La degradazione dell’antica macchia mediterranea ha lasciato spazio alla gariga costiera, dall’aspetto desolato in particolare nella stagione arida, ma che può arricchirsi di colori nel periodo di fioritura delle essenze vegetali presenti. La costa in questo tratto non è sabbiosa, ma è costituita da rocce che sono un mix di sabbie, marne e argille. Ma la cosa che più sorprende è la notevole quantità di fossili che vi si possono trovare! In particolare quelli meglio conservati sono i molluschi, sia bivalvi che gasteropodi. Una passeggiata lungo la costa e un’infinità di resti, tracce di una vita passata ma anche molto attuale, si svelano ai nostri occhi. Le mareggiate invernali ci restituiscono tantissimi indizi sulla vita che si cela sotto la superficie del mare.
Infine il tratto di mare antistante alla Frasca è un Sito di Importanza Comunitaria per la presenza della Posidonia oceanica, un endemismo del Mediterraneo e un habitat prioritario per la rete Natura 2000. La Frasca è un luogo incredibile, da visitare in tutte le stagioni sia dagli appassionati di immersioni o snorkeling, sia, quando la stagione non consente un bagno in mare, da chi insieme alle Libellule Azzurre ha voglia di scoprire e comprendere questo territorio e la vita che qui è presente semplicemente osservando ciò che ci circonda.
E se riusciamo ad essere degli acuti osservatori e abbastanza silenziosi, avremo la possibilità di scoprire diverse specie di uccelli intimamente legati all’ambiente costiero.
Se siete interessati a questa o ad altre attività delle Libellule Azzurre non vi resta che contattarci! Saremo ben lieti di organizzare al più presto una bella passeggiata al mare! A presto!!!